Letture e dintorni - Diana Edizioni

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Letture e dintorni

 
 
 

Diana Edizioni consiglia

 
 

Massimo Fini
La ragione aveva torto?
Marsilio


Il progresso tecnologico ha veramente accresciuto la ricchezza dei saperi e la felicità nella libertà? Oppure la tanto decantata civilizzazione della scienza, non andando di pari passo con la civiltà dei valori umani, ha determinato l’annichilimento dei mezzi a scapito dei fini?
Pubblicato per la prima volta nel 1985 La Ragione aveva Torto? è, a suo modo, un libro profetico. Sottoponendo a una critica radicale la società uscita dalla Rivoluzione industriale e sostenendo, con un raffronto serrato col passato, che l’uomo occidentale si è creato un mondo ancor più invivibile di quello da cui, con l’ottuso e pericoloso ottimismo di Candide, aveva voluto sfuggire, l’autore avanza dubbi che, un tempo negati e rimossi, sono oggi penetrati profondamente nella pelle della gente. Opera fondante nel pensiero di Fini, La Ragione aveva Torto? è alla radice di tutti i suoi saggi successivi fino agli ultimi, fortunati pamphlet, Il vizio oscuro dell’Occidente,  Manifesto dell’Antimodernità e Sudditi.


Packard Vance
I persuasori occulti
Einaudi

Quando nel 1957 Vance Packard, quarantatreenne insegnante di giornalismo all'Università di New York, rivelò al grande pubblico americano e a quello di tutto il mondo che l'alleanza sempre piú stretta tra analisi e pubblicità minacciava subdolamente, ma scientificamente, la libertà d'opinione su qualsiasi argomento, venne arruolato nella schiera dei piú grandi allarmisti. I persuasori occulti è ancora oggi, a tanti anni di distanza, un testo urticante con cui fare i conti in un primo bilancio. Quante previsioni si sono avverate? Perché sí? Perché no?
L’impressione che se ne può trarre è che attualmente siamo forse molto più vicini alla mentalità degli anni cinquanta che non a quella degli anni ottanta, ad esempio per il gusto del “grande” rispetto al “pratico”.


 
 

Knut Hamsun
La vita culturale dell'America moderna
Arianna Editrice

La pubblicazione di questo saggio di Knut Hamsun vuole operare una sistemazione intellettuale coerente di uno dei più grandi e controversi letterati contemporanei. Sono qui raccolti i suoi primi scritti scaturiti dalla esperienza di vita americana sul finire dell'Ottocento. Hamsun arrivò in America come un comune emigrante, lottando quotidianamente per la sopravvivenza e per mantenere acceso il fuoco del talento letterario che gli ardeva interiormente.
Una distanza cronologica di 60 anni separa le impressioni giovanili dall'ultimo articolo. I primi scritti esprimono il conflitto con le autorità e le convinzioni comuni in tono sarcastico, beffardo e irriguardoso. L'ultimo contributo è civile nella forma e cortese nell'ammissione riflessiva dell'apporto dell'America alla cultura, ma, nella sua essenza, conserva la critica di fondo alla "civilizzazione americana", quintessenza della modernizzazione contemporanea; opinione, che, in Hamsun, è distillata in una visione della vita. Le accuse sono le stesse, che, secondo la logica della coerenza, ci si deve aspettare dall'autore di Misteri, Pan e I frutti della terra nei confronti di un fenomeno quale l'America moderna. È il grido eretico del cultore della bellezza agli adoratori del Dio denaro, la parola sofferta dell'aristocratico alla democrazia, del poeta romantico della natura alla società industriale, l'appello dell'uomo solitario alla massa e al clamore delle grandi città, espressione di una civiltà falsamente progredita.

 
 

Georges Dumezil
La religione romana arcaica
Bur

Questo libro non è solo un manuale esauriente, ma anche una prova assai originale di metodo. I dati e i problemi della religione etrusca e della religione romana dalle origini alla fine della repubblica sono inseriti nel vivo degli studi e delle polemiche sui rapporti dialettici fra religione e mitologia, fra storia e mito, fra istituzioni sociali e funzioni e strutture delle immagini mitologiche. L'audacia di Dumézil consiste spesso nella sua capacità di recuperare, con gli strumenti di una metodologia raffinata e spregiudicata, le testimonianze antiche, e di cogliere in una costellazione di dati appartentemente marginali gli indizi di situazioni culturali che, sulla base dei materiali comparativi, vengono a comporsi in un disegno organico e nuovo.
Al di là delle polemiche a volte roventi che hanno accompagnato quest'opera è difficile negare a Dumézil l'originalità di pensiero e di metodo che hanno fatto di lui uno dei protagonisti dell'antichistica del secolo ventesimo

 
 

Zygmunt Bauman
Voglia di Comunità
Laterza

L'individualismo moderno ci rende sempre più insicuri, proprio perché offre (e non a tutti) libertà in cambio di sicurezza. E la stessa insicurezza di cui soffre l'individuo nell'era della globalizzazione genera assenza di comunità. Bauman ripercorre le tappe fondamentali degli "sradicamenti" degli individui dalle comunità naturali e dei "reimpiantamenti" in comunità fittizie che li privarono in tutto e per tutto della libertà. L'epoca attuale, poi, ha fatto il resto: all'insegna del disimpegno, della flessibilità e dell'outsourcing (anche nella gestione del potere) ha distrutto completamente una seppur precaria sicurezza e un sistema minimo di certezze. Non ci sono più, infatti, punti di orientamento che indichino un ambiente sociale "stabile", e avanza così la tendenza a non mettere le radici in nessun dove: una strana forma moderna di "cosmopolitismo" che nega a priori la comunità e che produce l'"élite globale", un fenomeno generato a seguito di quella che Reich chiama la "secessione dell'uomo affermato". Per Bauman occorre, invece, legare la domanda di riconoscimento a quella di redistribuzione, di giustizia sociale; solo così si potrà creare vera integrazione, in quanto è garantita l'uguaglianza sociale.


 
 

Gustave Le Bon
Psicologia delle folle
TEA Editore

I grandi sovvertimenti che precedono i cambiamenti di civiltà, sembrano, di primo acchito,determinati da trasformazioni politiche considerevoli : invasioni di popoli o rovesciamento di dinastie. Ma uno studio attento di tali avvenimenti rivela, più comunemente, come causa reale, dietro le cause apparenti, una modificazione profonda nelle idee dei popoli. I veri sconvolgimenti storici non sono quelli che ci stupiscono con la loro grandiosità e violenza. Gli unici mutamenti importanti, quelli da cui scaturiscono rinnovamenti di civiltà, si operano nelle opinioni, nelle concezioni e credenze. Gli avvenimenti memorabili sono gli effetti visibili degli invisibili cambiamenti dei sentimenti degli uomini.
Pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1895, Psicologia delle folle seppe cogliere i primi segnali dell'entrata in scena di un nuovo attore sociale: la folla, soggetto e oggetto di un nuovo operare politico.


 
 

Vali Nasr
La Rivincita scita
Università Bocconi Editore


La rivincita sciita è l’appassionante resoconto storico dei conflitti che lacerano il mondo mussulmano al suo interno e di come il futuro dell’Iraq e del Medio Oriente dipenda dalla soluzione pacifica del conflitto che oppone gli sciiti, appoggiati dall’Iran, ai sunniti, sostenuti dall’Arabia Saudita.
Nasr illumina con efficacia gli eventi recenti che hanno insanguinato la regione, e soprattutto le cause che ne sono all’origine: introduce i lettori occidentali ai fondamenti scismatici della versione sciita dell’lslam e alle traversie storiche della minoranza sciita nel mondo musulmano, esamina le conseguenze politiche della rivoluzione iraniana e della potenza islamica cui ha dato vita, e soprattutto sottolinea come cambiano gli equilibri internazionali con l’ascesa al potere dei partiti sciiti in Iraq, dopo la deposizione ed esecuzione di Saddam Hussein. Il saggio è stato il primo a parlare di guerra civile in Iraq fra sunniti e sciiti, di cui vengono descritte cause e retroscena; grande attenzione è data anche al Libano di Hezbollah e alle minoranze sciite di Afghanistan, Pakistan e India.



 
 

Ray Bradbury
Fahrenheit 451
Mondadori


"…un libro è un fucile carico, nella casa del tuo vicino. Diamolo alle fiamme! Rendiamo inutile l'arma. Castriamo la mente dell'uomo…"


Montag fa il pompiere in un mondo dove gli incendi, anziché essere spenti, vengono appiccati. Armati di lunghi lanciafiamme, i militi irrompono nelle case dei sovversivi che conservano libri o altra carta stampata e li bruciano: così vuole la legge. Ma Montag non è felice della sua esistenza alienata, fra giganteschi schermi televisivi e slogan, con una moglie indifferente e passiva e un lavoro che svolge per pura e semplice routine. Finché un giorno, dall'incontro con una donna sconosciuta, nasce un sentimento impensabile, e per Montag il pompiere inizia la scoperta di un mondo diverso da quello in cui è sempre vissuto, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della società tecnologica imperante.


 
 

Massimo Fini
Il Vizio oscuro dell'Occidente
Marsilio


“Dio è stato sostituito dalla ruspa. Oggi siamo tutti battezzati in un mare di cherosene”
L’11 settembre ha inaugurato una nuova era, quella del "terrorismo globale", conseguenza logica, e prevedibile, della pretesa dell’Occidente di ridurre a sé l’intero esistente. Ma il "migliore dei mondi possibili" si rivela un modello paranoico, basato sull’ossessiva proiezione nel futuro, dove l’individuo non può mai raggiungere un punto di equilibrio e di pace. Nella ricerca inesausta del Bene, anzi del Meglio, l’uomo occidentale si è creato il meccanismo perfetto e infallibile dell’infelicità. E lo sta esportando ovunque. Il "terrorismo globale" non farà che confermare e rafforzare il delirio occidentale dell’unico modello mondiale. E lo scontro del futuro non sarà più fra destra e sinistra, fra un liberalismo trionfante e un marxismo morente - due facce in realtà della stessa medaglia - ma non sarà nemmeno uno "scontro di civiltà", perché, inglobando, ghettizzando, distruggendo, alla fine ne rimarrà una sola: la nostra. Ma è al suo interno che avverrà lo scontro vero, il più drammatico e violento: fra i fautori della modernità e le folle, deluse, frustrate ed esasperate, che avranno smesso di crederci.


 
 

Serge Latouche
La scommessa della decrescita
Feltrinelli

Il termine "decrescita" suona come una scommessa o una provocazione, nonostante la generale consapevolezza dell'incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate. L'oggetto di questo libro è incentrato sulla necessità di un cambiamento radicale. La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico. Bisogna ripensare la società inventando un'altra logica sociale. Ma come costruire una società sostenibile, in particolare nel Sud del mondo?


 
 

Slavoj Zizek
La violenza invisibile
Rizzoli

Crimini efferati, uomini-bomba che si fanno esplodere nelle città, tumulti di piazza e conflitti internazionali sembrano essere i più efficaci indicatori della quantità di violenza dispiegata dall'uomo, eppure a questa violenza visibile direttamente, se ne affianca una seconda ben più pervasiva. Si tratta di quella violenza "che nutre i nostri stessi sforzi di combattere la violenza e promuovere la tolleranza". Questa violenza si presenta con due facce: la prima è "simbolica" e si manifesta nel linguaggio e nelle forme, la seconda è "sistemica" ed è cioè una conseguenza necessaria del funzionamento dei nostri stessi sistemi economici e politici. È una sorta di materia oscura, qualcosa che pur essendo "invisibile" spiega e sostanzia il visibile. Non riconoscere la violenza dell'odierna globalizzazione economica e politica significa rendersi complici di un sistema che è responsabile dell'emarginazione di intere fasce sociali e di milioni di vittime nel mondo. Un sistema che non sembra poter offrire una soluzione giusta alle grandi questioni del nostro tempo. Le tesi controverse e provocatorie di Zizek sono qui esposte ricorrendo ai registri più diversi, alternando erudizione e temi popolari, riferimenti filosofici e cinematografici, in un caleidoscopio di idee e visioni sempre nuove, sempre eterodosse.


 
 

James Joyce
Gente di Dublino
Mondadori

Pubblicata nel 1914, questa raccolta di novelle segna l'esordio narrativo di James Joyce (1882-1941) e al tempo stesso configura quell'operazione di scavo su Dublino, da cui prenderà le mosse tutta la sua opera di scrittore. In queste pagine Joyce ritrae oggettivamente il mondo della città natale, trasformando abitanti e personaggi in entità e abolendo i confini fra realtà e trascendenza, vita e morte. I pregi e i difetti della piccola borghesia dublinese del principio del secolo, l'attaccamento alla tradizione cattolica, il sentimento nazionalistico, il decoro, la grettezza, i pregiudizi, le meschinità sono osservati e descritti da Joyce con mordente ironia e profondo senso poetico.


 
 

Nicolai Lilin
Educazione Siberiana
Einaudi

Cosa significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990 ma non riconosciuta da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia, la criminalità era talmente diffusa che un anno di servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra. Ma l'apprendistato del male e del bene, per la comunità siberiana, è complesso, perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro, cioè un "criminale onesto".
Attraverso lo sguardo del giovane protagonista, Kolima, entriamo in contatto con un mondo parallelo e sconosciuto, basato su regole e gerarchie nuove e sovversive rispetto a quelle tipiche della società civile. Una controcultura nettamente separata dalla società che la accoglie e che, esattamente come la mafia italiana, segue delle regole proprie tramandate attraverso le generazioni.
Con uno stile intenso ed espressivo, a tratti spiazzante, con una sua dimensione etica, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico, dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza. Una scrittura semplice, chiara, eppure prorompente, capace di sovvertire le regole elementari del senso comune, capace di far riflettere sulla caducità delle strutture sociali, sulla molteplicità delle gerarchie, sul totale relativismo del concetto di giustizia sociale. Un termine mai pronunciato, ma che percorre ogni pagina di questo romanzo, confondendosi, alternandosi con l'ingiustizia somma, la summa iniuria che spesso si cela dietro ogni forma di estremismo.




 
 

Mary Shelley
Frankenstein


Oltre al merito di essere uno dei più agghiaccianti romanzi neri o gotici il Frankenstein di Mary Shelley ha quello di aver iniziato il tipo di favola fantascientiflca che nel nostro secolo, si è talmente diffusa da diventare un genere letterario a parte. Opera profondamente settecentesca, a dispetto delle date, Frankenstein è la trascrizione non tanto di un incubo della ragione, quanto del colloquio che la ragione intrattiene con se stessa sull’antico e scabroso tema dei propri limiti.
Un giovane scienziato, moderno Prometeo, acquisisce dopo anni di esperimenti il terribile potere di infondere la vita nella materia inerte. Creatore e Creatura ingaggiano da quel momento un duello drammatico e feroce che può concludersi solo con la reciproca distruzione negli abissi della solitudine e della colpa.


 
 
 


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