Fine del Progresso - Diana Edizioni

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Fine del Progresso

 
 
LA FINE DEL PROGRESSO

Che lo vogliamo o no siamo gli eredi di quella forma moderna di prometeismo che è il progressismo.
Che fare di questa eredità dal momento che se ne riconoscono gli effetti negativi, se non addirittura le conseguenze catastrofiche?



AUTORI
: P.A.Taguieff, A. Gras
TRADOTTO DA: Giuseppe Giaccio
PAGINE: 112
EURO: 13,00
COLLANA: Matrici
EDITORE: Diana Edizioni
ANNO: Novembre 2017
ISBN:
978-8896221277











La nostra epoca è orfana del progresso. Fino alla seconda guerra mondiale il paradigma dominante era che l’avvenire avrebbe aperto le porte a un vero e proprio paradiso in terra. Erano pochi i filosofi, i politici o gli artisti a non credere che il futuro sarebbe stato inevitabilmente migliore del presente: si pensava che le guerre sarebbero scomparse; che la politica avrebbe riformato la società e abbattuto le disuguaglianze economiche e sociali; che la tecnica avrebbe sconfitto la miseria e la medicina tutte le malattie. Quanti sarebbero disposti a sottoscrivere un’utopia del genere, oggi che il sol dell’avvenire ha lasciato il passo alla disillusione della realtà? Filosoficamente squalificato il progressismo si è ridotto ad un insieme di buoni sentimenti, luoghi comuni e sterili slogan attraverso i quali si celebrano genericamente la «modernizzazione» e l’«innovazione», lo «sviluppo» e la «crescita». Ciò che persiste dell’utopia progressista è un calderone ideologico di grande povertà concettuale che funziona perlopiù come il codice propagandistico dei professionisti della politica e della finanza.



Pierre-André Taguieff: Filosofo, politologo, storico delle idee, direttore di ricerca al CNRS (il centro nazionale francese per la ricerca scientifica).

Alain Gras: Professore emerito all’Università Paris I - Panthéon Sorbonne. È cofondatore di Entropia, rivista di studio teorico e politico della decrescita.


 
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